deparanoiamoci, domenica perfetta
assenza totale di paranoie.
sarà un bene? sarà un male? chi lo sa...
sta di fatto che non ne ho, che sto bene. finalmente. era un sacco che non. ora c'è una sottospecie di equilibrio che funziona. certo, ci metterò un soffio a infilarmi nei casini di nuovo (ce ne sono già le premonizioni...), ma intanto va. va bene.
sono due settimane che esco tutte le sere. o quasi. e, tralasciando il fatto che sono stanca morta, prende bene. soprattutto prende bene l'idea che non c'è bisogno di gagge per divertirsi in questa città. non c'è bisogno di stargli appiccicata per trovare una propria forma d'essere. cazzo se è importante...
dopo aver pensato per un bel periodo che forse questa città non era fatta per me comincio ora a trovarmi un mio luogo. ritaglio un piccolo pezzettino di spazio tutto per me. sono ancora all'inizio, ma non è male.
sento solo una piccolissima mancanza... un LAVORO, cazzo. le giornate sono piacevoli piene di niente, certo, ma non sono fatta così. rendo il massimo se sono piena di cose da fare, sennò finisce che non combino niente e mi sento inutile. ho proprio bisogno di verticalizzare e questo bisogno ce l'ho sempre sempre avuto. ora però di più. ora è il momento di farlo sul serio.
ho anche voglia di scrivere e tanta, tantissima. forse però ho un po' paura di farlo. ho una storia. ho una bella storia. devo solo partire a scriverla, a definirne i particolari. devo costringermi a farlo perché poi quando prende vita mi riempie di soddisfazione. mi sento anche molto intrigante quando scrivo e soprattutto quando parlo di quello che scrivo. è una cosa un po' bohemienne in effetti, ma mi prende bene.
oggi è domenica. la domenica perfetta... le ore se ne vanno via rapidissime. buttate. che gli vuoi fare? sembrano le 4 del pomeriggio perennemente e puoi solo prenderti un the e fare riflessioni inconcludenti sul futuro. il lunedì è ben diverso. è concreto. ma la domenica è così, inevitabilmente...
sarà un bene? sarà un male? chi lo sa...
sta di fatto che non ne ho, che sto bene. finalmente. era un sacco che non. ora c'è una sottospecie di equilibrio che funziona. certo, ci metterò un soffio a infilarmi nei casini di nuovo (ce ne sono già le premonizioni...), ma intanto va. va bene.
sono due settimane che esco tutte le sere. o quasi. e, tralasciando il fatto che sono stanca morta, prende bene. soprattutto prende bene l'idea che non c'è bisogno di gagge per divertirsi in questa città. non c'è bisogno di stargli appiccicata per trovare una propria forma d'essere. cazzo se è importante...
dopo aver pensato per un bel periodo che forse questa città non era fatta per me comincio ora a trovarmi un mio luogo. ritaglio un piccolo pezzettino di spazio tutto per me. sono ancora all'inizio, ma non è male.
sento solo una piccolissima mancanza... un LAVORO, cazzo. le giornate sono piacevoli piene di niente, certo, ma non sono fatta così. rendo il massimo se sono piena di cose da fare, sennò finisce che non combino niente e mi sento inutile. ho proprio bisogno di verticalizzare e questo bisogno ce l'ho sempre sempre avuto. ora però di più. ora è il momento di farlo sul serio.
ho anche voglia di scrivere e tanta, tantissima. forse però ho un po' paura di farlo. ho una storia. ho una bella storia. devo solo partire a scriverla, a definirne i particolari. devo costringermi a farlo perché poi quando prende vita mi riempie di soddisfazione. mi sento anche molto intrigante quando scrivo e soprattutto quando parlo di quello che scrivo. è una cosa un po' bohemienne in effetti, ma mi prende bene.
oggi è domenica. la domenica perfetta... le ore se ne vanno via rapidissime. buttate. che gli vuoi fare? sembrano le 4 del pomeriggio perennemente e puoi solo prenderti un the e fare riflessioni inconcludenti sul futuro. il lunedì è ben diverso. è concreto. ma la domenica è così, inevitabilmente...


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