lunedì, ottobre 23, 2006

vuoto


espressione del dolore
Originally uploaded by lachiaramazza.

pensavo... questo è l'anno in cui ho viaggiato di più in assoluto. due volte la spagna (sud e nord), la croazia, la russia e forse tra gennaio e febbraio cuba con la mamma (anzi, di sicuro: ormai s'è detto...).

ma è anche l'anno che ho pianto di più in assoluto. di felicità e dolcezza. ma anche di tristezza, dolore, nostalgia, delusione, ansia, rabbia, fatica (come nella foto qui sopra)...

sento che questo blog non è spontaneo (o non lo è sempre). sento che non è espressione diretta e non filtrata delle mie sensazioni. sento che non è pieno di passione come lo era l'altro, quello della spagna. sento soprattutto che non sempre parla veramente di me.

certo, è più bello, più rifinito, pieno di foto che mi piacciono, elegante con il suo bianco su nero e i suoi titoli grigi, i suoi link azzurrini e i suoi link già cliccati violetti... però non è mio. non racconta come sto davvero, non dice cosa mi succede interiormente.

interrompo le trasmissioni, allora. le interrompo solo finché non sono in grado di raccontarmi di nuovo. non voglio mentire o fingere: non sto bene adesso (o forse dovrei dire che non sto abbastanza bene per condividere con altri quello che penso).

non è la russia che mi fa questo effetto, anzi quanto ne ho detto è assolutamente vero. per tanti versi mi dà e mi ha dato sollievo. ma stare bene dentro, essere equilibrati, essere sereni è decisamente un'altra cosa...

a presto, druz'ja moi

venerdì, ottobre 20, 2006

biblioteche da strapazzo


giocando con la D70s
Originally uploaded by lachiaramazza.

persa tra i tortuosi meandri degli aspetti del verbo (forse la cosa più difficile in assoluto della grammatica russa) ho dimenticato di aggiornare le mie belle pagine, lettere bianche su sfondo nero, foto e pensieri, per qualche giorno.

i presagi invernali di qualche giorno fa sono già spariti di nuovo, la temperatura è risalita un po', il mio guscio di protezione pro-inverno si è schiuso, i miei pensieri si sono progressivamente riordinati, i cerchi rimasti aperti hanno cominciato a chiudersi e gli ultimi due giorni sono stati davvero giorni positivi.

ho riletto il testo del mio esame di giugno e, mentre pensavo a quanto sono imbecille, mi sono rincuorata di brutto: posso affermare con sincurezza che un buon 80% degli (imperdonabili) errori che ho fatto non li rifarei più adesso... fiuuu... che sollievo... (potevo pensarci prima però a ripassare la grammatica, nooo???).

domani io e tessa andiamo tutto il giorno in gita a rostov, una delle città dell'anello d'oro. andiamo insieme a natasha, una ragazza russa (tral'altro originaria dell'altra rostov: rostov na danu, a sud sud vicino alla crimea credo) che abbiamo conosciuto in cucina. ora prevista per la sveglia: 6.00 della mattina... (vi dico solo che natasha stasera esce e ha detto che verrà direttamente dalla disco...).

per quanto riguarda le mie avventure di questi giorni...

beh... mi sono trovata a lottare con il sistema bibliotecario russo... (un casino burocratizzato al massimo come tutto il resto!). la mia compagniuccia di corso eva (a russo siamo solo in due) mi ha chiesto di cercarle e fotocopiarle dei libri per la tesi e allora...

in biblioteca gli stranieri che stanno qui poco tempo come me devono pagare per consultare i libri (e già sono russi di merda che mi stanno sul cazzo). i libri non si possono avere in prestito, ma solo consultare lì (e già mi girano le palle...). per ottenere i libri devi compilare i soliti mille fogliettini di carta straccia prestampata negli anni '80, sbiaditi, grigi di carta riciclata e intrinsecamente predisposti ad essere persi il prima possibile... (e già penso... che menata...). quando hai compilato il fogliettino di solito te lo fanno ricopiare o perché hai scritto qualcosa male o perché dovevi scrivere solo un libro in ogni fogliettino o, viceversa, più libri in un unico fogliettino... (e già cominci a dirti interiormente: "sono in russia. ho una mentalità multiculturale e aperta. devo prenderla con filosofia... DEVOOO"). finita la trafila ti dicono che il libro che cerchi è nel sotterraneo e che non te lo porteranno prima di un'ora... (un'ora??? e io che minchia faccio per un'ora???) le fotocopie dei libri non puoi farle da solo, ma te le fanno loro. indovinate un po': altri fogliettiniiiiiii!!! devi scrivere che pagine vuoi che ti fotocopino, pagare in anticipo e aspettare che te le facciano. puntualmente le hai chieste troppo tardi (tipo alle 4.30 del pomeriggio quando la biblioteca chiude alle 7...) e quindi devi ripassare a prenderle il giorno dopo (e già hai perso la giornata intera, ma ormai pensi solo: speriamo che finisca al più presto...). ma la cosa più pesa è che è vietato introdurre libri propri in biblioteca... vi domanterete che minghia fai mentre aspetti le 6 ore che ci vogliono per far tutto, visto che sei in biblioteca, non hai la borsa perché l'hai lasciata negli armadietti e non hai nemmeno un libro da leggere... semplicemente ti rompi le palle (oppure vai a farti un giro come faccio io di solito...). beh... meno male però che adoro da morire le biblioteche e che ho incontrato un sacco di nonnine simpatiche che mi hanno dato una mano a decodificare (!!) i cataloghi, a capire quali erano le collocazioni giuste e a compilare i fogliettini in fretta e correttamente, sennò...

ancora sulla metro. oggi alla fermata biblioteka imeni lenina ho visto un treno rosso (di solito sono blu o grigi) che evidentemente commemorava i 75 anni di qualcosa (suppongo dall'apertura della metro, ma non ne sono sicura, mi sembrano un po' tanti...). mentre tornavo a casa pensavo che la metro (come del resto tutta questa città) è diversa da tre anni fa. da un lato forse ci si sente più a proprio agio adesso, ma dall'altro mi piace meno. mi spiego: tre anni fa c'era un sacco di feccia nella metro. era pieno di ubriachi, di barboni, di gente che chiedeva l'elemosina, di veterani senza braccia e senza gambe che giravano su carrellini con l'uniforme a chiedere dei soldi. di gente che cercava di venderti qualcosa. di poveracci. signore vestite anni '80. militari (tanti) in uniforme... era anche più affollata. come straniero ti trovavi costretto a tenere costantemente d'occhio la tasca dove avevi portafoglio e documenti, se non proprio a tenerci la mano saldamente stretta sopra. ti capitava di cambiare di posto a sedere perché ti si era seduto accanto qualcuno che puzzava orrendamente di vodka e se fossi rimasta lì saresti stata ossessionata dall'idea che in una frenata un po' più brusca ti vomitasse addosso... eran cose pese, ma mi andavano più a genio pensando a questo paese rispetto a quello che vedo adesso. donne in carriera con le unghie smaltate lunghe 12 cm, i tacchi a spillo e le tette sicuramente rifatte. ragazzini vestiti dolce&gabbana, maraglissimi, suonerie del cellulare inascoltabili, pettinature improbabili. nonnine ingioellate e severe. famigliole felici. ricchezza, opulenza, benessere ostentati da tutti i pori... boh... ma si sta davvero così bene??? secondo me i poveretti che c'erano sono tutti morti... (questo per altro spiega il fatto che la metro sia meno affollata di prima... insieme al fatto che in molti probabilmente adesso preferiscono taxi o marshrutki, autobusini a 15 posti che sfrecciano per le strade della capitale e costano ben più cari dei normali autobus). insomma... per me questo è ancora un paese dal retaggio sovietico, impantanato nell'anacronismo e nella burocrazia ed è un paese affascinante anche per quello. non riesco a credere che sia tutto così cambiato. che questa città sia decisamente più cara di bologna, che i novye russkie siano decisamente più ricchi dei più ricchi italiani...

con questo torno all'aspetto del verbo e cerco di sfangarla con questa grammatica (sta cominciando a stufarmi un po'...).

cari amici, le domande quando si è all'estero son sempre tante. ma le risposte? non è così semplice trovarle...

lunedì, ottobre 16, 2006

gelidi presagi d'inverno


sono prossima alla metà di questa avventura russa... anzi, domani sarò stata qui 25 giorni e ne mancheranno esattamente altri 25.

forse comincia a farsi viva una punta di nostalgia. sarà per la vita monacale che ho fatto in questi giorni, per i pomeriggi di studio che cominciano davvero ad essere tutti uguali o solo perché oggi ho parlato tanto su skype con gagge e a discutere di scout e altri eventi genovesi mi è venuta proprio voglia di esser lì a capire bene come gira tutto...

in ogni caso nicego strashnogo (niente di terribile), solo voglia di calore, mentre qui è proprio arrivato il giorno del freddo. stamattina nevischiava, piccolissimi fiocchettini radissimi e quasi impercettibili, ma comunque... un vento gelido di quelli che ti entrano dentro il colletto della giacca e ti sferzano sulle guance, come solo a genova nei giorni di tramontana di pieno inverno. credo che siamo davvero vicini all'arrivo della neve vera vera, quella che poi non si scioglie più fino a maggio... io temo di brutto il blocco unico di ghiaccio modello pista da pattinaggio che si creerà dopo i primi due giorni e soprattutto temo (più che le cadute) le terribili figure di merda modello oca inculata che farò di qui a pochi giorni... i russi rideranno da morire! l'ho già detto: mi piace la neve solo i primi 10' dopo che ha iniziato a nevicare e solo se sono in casa a bere the e mi godo lo spettacolo dalla finestra...

oggi io e tessa (la ragazza fiorentina che vive con me ormai da due settimane e di cui mi sono sempre dimenticata di scrivervi...) abbiamo cambiato gruppo e abbiamo fatto lezione con una prof. vecchia e buffa (nadezhda nicolaevna) che pare si assumerà il compito di tenerci a stecchetto a studiare il russo a testa bassa! no, in realtà è molto carina e molto vecchia maniera. insomma, per il momento mi piace. spero solo non ci riempa di compiti a casa che io sono piena di traduzioni da fare e di cose da ripassare...

immagini russe sparse e proprio tipiche:

il meglio è stato sabato. dovete sapere che ogni due settimane ci sono due ore sabato e due ore domenica in cui è possibile farsi cambiare la biancheria, così le lenzuola e gli asciugami gentilmente forniti dalla ditta università vengono lavati aggratis dalla lavanderia centrale dell'MGU (pensate voi!!). beh... sabato nelle suddette due ore si è creata per i corridoi e le scale del nostro korpus (sarebbe l'ala del palazzo principale dell'MGU in cui viviamo) una processione lunghissima (giuro!) di gente che scendeva con le lenzuola e l'asciugamano sporchi e spiegazzati e saliva con lenzuola e asciugamano puliti... semplicemente geniale! addirittura l'ascensore era inagibile per la coda di gente che c'era e che lo chiamava a tutti i piani (che sono 9 in tutto!).

(ho sempre l'impressione di non riuscire per un cazzo a rendere l'idea di quello che mi colpisce stando qui. mi sembra sempre che sia difficilissimo fare immaginare a chi non è mai stato qui quello che intendo. boh... continuo a provarci lo stesso... spero che le foto mi aiutino almeno un po'!)

la mensa. ricordo ancora le molteplici volte in cui la kardanova (la nostra lettrice di russo a forlì) ci ha parlato della stolovaja dell'MGU (lei ha studiato qui negli anni 80). soprattutto ricordo una volta in cui con grande sofferenza e pathos, nonché un'espressione schifatissima sulla faccia, ci ha spiegato come alla mensa fosse possibile mangiare quasi esclusivamente piselli in scatola serviti direttamente dalla latta freddi e altre vivande simili... insomma, io sono arrivata qui un attimino diffidente verso la stolovaja, capirete... e invece... non è niente male! e soprattutto è per me una delle poche occasioni di mangiare roba davvero russa. probabilmente, come tutto il resto, si è anch'essa adattata ai tempi che corrono, all'ostentazione di ricchezza che avvolge ogni cosa in questa capitale, alle esigenze fighette degli utenti... non ci mangio spesso perché per lo più mi cucino da sola, però mi piace di brutto. piatti tipo plof, cotlety i kartofel', borsch alla fine li posso mangiare solo lì...

un vero compleanno russo. ieri sera sono stata in camera di jenis (il kazakistano) a festeggiare il suo compleanno. a parte vodka a litri, wurstel, purè, insaluta russa (che qui giustamente si chiama insalata francese o olivier), vino cileno (???) e torta superburrosissima e farcita di sgushenka (latte condensato), la cosa più fica è stato ascoltare degli autentici russi che cantavano canzoni russe accompagnati con la chitarra da un tale iskandèr (nome che a quanto pare in kazakistan e altri paesi dell'ex CCCP corrisponde al russo alexander). una roba modello ci sediamo tutti in cerchio e cantiamo battisti e de gregori, ma alla russa... fichissimo! poi iskander ha fatto 5 anni di conservatorio, suona bene e ha una gran bella voce! oltretutto mi ha suonato i 5nizza, un gruppo ucraino che mi piace molto. insomma, la serata mi ha fatto proprio felice...

basta, va'. torno a studiare, che qui i giorni passano e si combina poco...

ah... dimenticavo. ieri pomeriggio ho scattato ottomila foto in centro, appena riesco metto su le migliori.

un abbraccio a tutti.

giovedì, ottobre 12, 2006

radioretro e altre amenità sovietiche


oggi mi sento più sconclusionata che mai, ma pazienza... cercherò lo stesso di allietarvi con qualche racconto moscovita, almeno qualcosa avrò combinato della mia giornata...

i giorni qui si accavallano uno sull'altro tutti identici o quasi. studio tanto tanto, tutti i pomeriggi. ho intrapreso la grande avventura: ripasso della grammatica russa dalla A alla Z (o forse dovrei dire dalla А alla Я per correttezza...). ho riaperto la buona vecchia Pul'kina, una grammatica verysovieticstyle ma validissima. ho cominciato da pagina 1 e l'intenzione è di procedere per direttissima fino alla fine (non si scherza, sono già a pag. 150 di 591!!).

mi sto prendendo la cosa davvero seriamente e forse per la prima volta con vera passione verso questa lingua con la quale fino ad ora ho sempre avuto un rapporto di amore e odio. è una full immersion quasi totale: studio la grammatica, sto leggendo un libro in russo che mi sta piacendo parecchio, ho comprato delle riviste sovietiche del '57 in un mercatino delle pulci e appena ho tempo me le leggo (sono geniali!), ho vari dvd con film russi e sovietici, la mattina vado a lezione e parlo in russo e per finire il pomeriggio in camera mentre studio mi ascolto radioretro. è una radio moscovita affezionatissima ai classici russi, italiani, tedeschi e qualche volta anche americani degli anni '80: non sapete che sballo... (il meglio è albano che canta felicità!). cazzo... più di così non posso proprio fare! e poi non si tratta di passare solo i finali, io il russo voglio saperlo bene davvero!

il clima comincia a raffreddarsi... la massima oggi era tra 6 e 8 e la minima tra 0 e -2 (fonte radioretro, ovviamente!) e finalmente hanno acceso il riscaldamento nelle camere. dalla finestra entra uno spiffero micidiale, ma io non sento per niente freddo. mi sembra, invece, di essere entrata in letargo e di essere un orso nella sua tana. vado poco in giro perché il clima umidissimo, nebbioso e con quella pioggerellina inesistente e fastidiosissima, insieme alla mia missione studio non mi spingono a cercare di scoprire e vedere il più possibile, ma al contrario mi esortano a rintanarmi in quello spazio pomeridiano di tempo fatto di the e concentrazione in cui per quel che ne sai potrebbero essere le 4 del pomeriggio per sempre... la sensazione che ne scaturisce è indubbiamente molto piacevole (se non fosse che non riesco a smettere di mangiare biscotti e mi sento sempre che dovrei darmi una regolata...) e i giorni mi volano così.

per quanto riguarda i pensieri... ce ne sono vari e molteplici. in una poliedrica percezione di lieve smarrimento... mi sento di essere lontana anni luce da quel equilibrio che perseguo da sempre con tutta la mia tenacia e le mie energie. mi sento distante dalle sensazioni di questa primavera. mi sento un po' confusa ancora, non così coraggiosa come nei momenti migliori. però non posso dire di star male. i pensieri che ho non sono negativi, al contrario mi cullano con sufficiente leggerezza. credo che dipenda dal fatto che sono qui, abbastanza lontana dal mio mondo reale che è quello che c'è là, abbastanza avulsa dalle situazioni abituali, abbastanza estranea alle solite dinamiche. mi sento un po' come se fossi in treno. forse alcuni di voi, con cui ho parlato di cosa è per me il treno, capiranno bene cosa intendo, per gli altri cerco di spiegarlo in due parole: per me il treno è un non-luogo. è un non-spazio incastrato in una bolla di assenza di tempo. quello che voglio dire è che si perde la percezione dello spazio e del tempo e i pensieri vengono lasciati liberi di viaggiare in lungo e in largo per l'infinito non-spazio della mente e delle possibili combinazioni di immagini. per quello non sopporto se il treno è strapieno o se c'è troppo rumore: mi distraggo dal fiume in piena delle riflessioni incondizionate e indipendenti... ecco. qui è uguale. senza freni. è così che qui, come in treno, pur non facendo niente di che, non mi annoio mai. la differenza è che un viaggio in treno finisce prestissimo, mentre qui la cosa dura diverse settimane...

confesso di aver un po' paura del ritorno a quel mondo reale che mi aspetta là. sapere che tutto è di nuovo lì, fresco e tangibile e non auspicabile, desiderabile o indefinito come appare da qua. soprattutto se a questo si unisce il fatto che mi sembra che per il vero benessere del mio russo sarebbero necessari ben più di due mesi... eppure ho voglia di fare i finali al più presto e liberarmi del fardello università. dunque in fondo vien bene tornare. (che figata aver già finito e consegnato la tesi... nella sfiga della situazione è la fortuna più grande e che apprezzo decisamente di più!). poi ho voglia di lavorare, di sperimentarmi con le lingue per davvero, di tradurre, di avere contatti, telefonate di lavoro, di far lavorare il modem, la linea telefonica, il fax... superdonnaincarriera, ecco.

mmm... gusto buono in bocca, questo sì. ma anche insolito, al quale non sono abituata. meno 30 giorni al ritorno: mi sembra niente. non ho nostalgia per nulla, non ho voglia di italia neanche un po'. forse a tratti ho voglia di spagna, di colacao e di aquí no hay quien viva il mercoledì alle 10 su antena tres. in realtà la cosa che desidero più di tutte in questo esatto momento, 12 ottobre 2006, mosca, ora locale 23.10 (+2 rispetto all'italia) è di essere catapultata per direttissima (tipo col teletrasporto che gagge continua a non sbrigarsi a inventare...) alla sslmit, in sala lauree (o preferibilmente nell'aula 3 che è più grande e ci stanno più amici) il 19 dicembre alle 10 mettiamo. la cosa finisce in 15 minuti circa e poi voglio solo bere litri di prosecco...

con questo vado a leggere di ksenija, che è giornalista web e indaga su un maniaco sessuale, ha la mia età e ama essere picchiata dai suoi amanti, di ol'ja, che ha 35 anni e un fratello gay e del maniaco sessuale che uccide le ragazzine nelle strade di mosca e si masturba sotto la doccia pensando agli antichi romani... si chiama shkurka babochki (pelle di farfalla), è il libro che sto leggendo... è fico, giuro!

baciliberatutti e buona notte.

lunedì, ottobre 09, 2006

alice non lo sa (e nemmeno chiara)



come al solito quando sono all'estero ho ritirato fuori i "classici". dunque alice non lo sa in testa tra gli altri. mi sono ricordata com'era stato bello il mese di settembre del 2002 camminando in lungo e in largo per san pietroburgo cantandone le canzoni ad alta voce con le cuffie nelle orecchie e cosi' ho fatto in modo che le sue note delicate riempissero la mia piccola stanza di nuovo.

impressioni sparse:

mosca sembra molto molto piu' ricca di 3 anni fa e di fatti i prezzi sono altissimi. ci si domanda come possano vivere i pensionati o i poveracci e soprattutto dove siano finiti tutti quelli che chiedevano l'elemosina, vendavano qualsiasi cosa alle fermate della metro, morivano per strada o giravano ubriachi. beh... sono semplicemente spariti adesso. ieri abbiamo parlato con due agenti immobiliari incontrati al tavolo dove stavamo mangiando shashliki (buonissimi spiedini cotti alla brace mmm...) e ci hanno detto che sono tutti emigrati altrove proprio per il repentino aumento vertiginoso dei prezzi: dicono che un appartamento di 50m quadrati in centro a mosca costa sui 500mila euro e che qui vivono solo i ricconi. gli altri, sia che avessero una casa sia che l'affittassero sono andati a vivere in campagna e se avevano una casa l'hanno data in affitto a un sacco di soldi... ok, magari il prezzo che ci hanno sparato era esagerato, ma a pensarci e' allucinante... sembra una manovra per ripulire la citta' dalla feccia e far credere al mondo esterno che in russia si vive da ricchi, visto che da fuori mosca e' la cosa piu' conosciuta.

non fa freddo per un cazzo. io mi ero preparata alla siberia e invece... questo pero' non impedisce al tempo di essere sempre una merda lo stesso. nebbia peggio che a forli', pioggia, nuvole... tristezza, insomma.

sto comprando tutto da tutte le parti. boh... forse devo darmi una regolatina...

come al solito mi finisce il tempo su internet... porca merda, non sono capace di scrivere col contaminuti...

baci a tutti. dappertutto. (cosi' gagge mi prende in giro e dice che scrivo le cose volgari...). a presto.

martedì, ottobre 03, 2006

metro moscovita


aquila sovietica???
Originally uploaded by lachiaramazza.

ovvero "na metro" (nella metro).

ho recuperato tutte quelle piacevolissime sensazioni relative alla metro di mosca, quella che io considero la miglior metro che abbia mai visto (probabilmente la migliore del mondo!).

il passamano della scalamobile infinita della stazione oktjabr'ckaja (della rivoluzione d'ottobre). e' in legno... e' levigattissimo dagli anni e dall'usura. e' per me fantastico appoggiare la mano sul passamano scorrevole e abbandonare il pollice per sentire il legno sul polpastrello... (se sasha mi legge stara' rabbrividendo...). boh... non vi so spiegare la sensazione, mi sento che e' una di quelle cosa a cui nessuno fa caso e quindi mi sento anche un po' stupida, ma per me e' veramente piacevole... starei tutto il pomeriggio a far su e giu' da quella scalamobile...

la fauna della metro. nella metro puoi trovare ogni tipo di persona, vestita in ogni maniera possibile. dal veterano di guerra senza braccia e gambe che chiede l'elemosina al bisnesmen superjuppi in giacca e cravatta. e' uno studio sociologico interessantissimo passar del tempo nei vagoni...

i vagoni sovietici. ci sono linee in cui i vagoni sono piu' vecchi... e' geniale.

le frasine che dice la voce automatica. cose del tipo "attenzione, le porte stanno per chiudersi" oppure "non dimenticate i vostri oggetti personali" o "la prossima fermata e'". ti restano in testa troppo.

beh... stanno per finirmi i minuti su internet.
credo pero' che dalle mie parole si capisca che questo mondo mi piace abbastanza e -certo a piccole dosi- e' piacevole davvero da vivere.