lunedì, agosto 28, 2006

24mila pensierini sparsissimi

dov'è chiara coccinella solare??? si è persa? è lì? è qui? dov'è la chiara buffa delle ultime foto? quella che si fa gli autoscatti scemini perché è felice e si sente carina (nonostante tutto)?

ventiquattromilapensierialsecondo fluiscono inarrestabili alimentando voglie e necessità

mi attacco ai vecchi CSI per rappresentare la mia sensazione del momento.

boh... mi sento un po' bambino sperduto e avrei tanto bisogno di un peter pan che mi proteggesse dai cattivi. il fatto è anche che di cattivi non ce n'è e di conseguenza... boh...

anche ora mi sento carina (nonostante tutto). anche con il mio nuovo taglio di capelli new spanish style, in super fashion spagnoleggiante. però manca qualcosa.

vago senso di autoinculata. quella che probabilmente mi sono data. eppure credo sia valsa la pena (probabilmente ne vale ancora la pena). se non altro le sensazioni sono state fortissime e per quanto io mi senta un pulcino bagnato mi sono sentita anche decisamente forte, grande e indipendente.

non sono ancora lucida a sufficienza per spiegare meglio quello che mi sta succedendo (o che ormai mi è successo e si è ormai già quasi chiuso). eppure lo sono abbastanza per fare un'affermazione (o forse due).

che anno il 2006. che sorprese! che inaspettata concatenazione di eventi non attesi!

magari facciamo che il 2007 è un anno tranquillo e polleggiato??? eh???

4 lunghissimi mesi mi separano dalla fine di quest'anno. mmm... giuro che non voglio sapere cosa mi aspetta.

mercoledì, agosto 09, 2006

autoritratto


autoritratto, chiara seria ed ispirata
Originally uploaded by lachiaramazza.

parto per genova domani. ultimo post per un bel po' di tempo, quasi un mese. mi chiedo cosa sarà diverso tra un mese e soprattutto se qualcosa sarà diverso tra un mese.

il cammino influirà su di noi per le sue peculiarità intrinseche? o saremo piuttosto noi a far sì che il cammino eserciti influsso su di noi.

ho una testolina zeppa di pensieri. alcuni belli, alcuni brutti, alcuni eccentrici. credo che sia buono per intraprendere quest'avventura, ma le possibili circostanze che si creeranno sono molteplici. impossibile calcolarne a priori i risvolti e le sfumature.

cerco di svuotarmi un po' prima di partire, ma credo che saranno soprattutto i kilometri a fare il resto. a curarmi definitivamente o farmi ammalare del tutto.

ho una certa missione da compiere partendo per questa avventura e per quanto la cosa mi stanchi fisicamente non nego che in parte mi carichi psicologicamente. (credo decisamente di essere un po' malata...).

boh... l'unica cosa che mi sento di dire a me stessa è: "in bocca al lupo, vecchia!".

"crepi".

speriamo in bene...

domenica, agosto 06, 2006

questioni d'istinto


chiara al ritorno dalla croazia è una chiara un po' sottosopra, senza dubbio. ma sicuramente è una chiara felice e sostanzialmente (nel senso di: in grande quantità) più ricca. è una chiara che è stata molto institiva per qualche tempo e che torna piacevolmente e gradualmente alla razionalità. (non so se voglio di nuovo usare la parola realismo. non so perché ma in questo momento mi suona come un concetto negativo).

sono le chiacchiere che fanno tutto (o dovrei dire forse che tutto possono). sono il giusto pane per i miei denti, quello che mangerei colazione-pranzo-cena tutti i giorni (altro che darsiccia!).

cosa scruto dentro l'obiettivo della mia D70s quando lo guardo così intensamente? cosa cerco di catturare in me quando mi guardo dentro così intensamente da provocare persino bruschi sussulti nel mio spirito? non mi è ben chiaro a volte. sebbene l'intuizione più ovvia suggerisca: una risposta, una sacrosanta maniera di stabilizzare la mia felicità, cristallizzarla e non perderla mai più. credo che non sia l'intuizione giusta, o meglio, non la sola. ma mi fermo lì.

sono stata colta dall'istinto in questa vacanza in maniera del tutto dirompente (un po' come ai tempi del fiume-in-piena-dario, ma con effetti decisamente diversi). ho scoperto una nuova chiara, giunta a modificare quella precedente che sicuramente aveva bisogno di una scossa (e di fatti mi sa che se l'è un po' cercata).

brrr... che sensazioni forti, mamma mia. ogni volta che mi metto alla prova coi sentimenti (e più vado avanti più ci prendo gusto, è più forte di me, anche se mi incasino ogni volta per poi uscire nuovamente indenne, non si sa come) mi dico: "non ci sono sensazioni più forti di queste". e ogni volta vengo shakerata dalla forza delle mie percezioni. quelle stesse percezioni a cui ogni volta sono più attaccata, che cerco di fissare nella memoria in maniera indelebile e grazie alle quali mi rafforzo da matti e cresco un sacco ogni volta.

va bene, lo so. non si è capito molto. ma nella catarsi del momento desidero mantenermi criptica, proprio per non perdere dettagli e mandare a farsi friggere l'ottima risoluzione delle immagini che ho in testa. (fa tutto parte del mio training per imparare ad essere più riservata e mantenere le mie sensazioni importanti al riparo da sguardi indiscreti e facili spoetizzazioni).

beh... comunque. è stato molto bello e contemporaneamente forte lasciarsi trascinare senza combinare alla fine nessun bel guaio, ma restando solo con un ottimo sapore in bocca fatto di chiacchiere e condivisioni.

sono stata proprio bene questi giorni. mi sono volati i minuti spesi con gli altri a parlare di tutto, a spendere parole considerabili probabilmente inutili, ma per me fondamentali, ricche, profonde. sebbene nel momento in cui si sono prodotte erano e restavano pur sempre semplici parole. mi sono volate le immagini davanti, passate a ritrovare momenti passati in cui però tra noi compagnucci di scuola funzionava tutto in un altro modo. mi si è consumata velocissima la vacanza tra le risate spontanee di tutti, i feeling di sguardi, la comprensione reciproca e le mille gag. l'essere in barca, al mare, tra paesaggi incontaminati è stata rilevante solo in parte: per rendere il pacchetto finale decisamente speciale. ma niente si sarebbe svolto tra noi diversamente se fossimo stati a rimini o a istanbul o a capo nord. credo di esserne abbastanza certa. (magari come al solito pecco un po' di presunzione). credo proprio che sia scattato qualcosa, che si sia generato quello che potrebbe rivelarsi un precedente. starà solo ed esclusivamente a noi (e probabilmente a me in primis) approfittarne nella giusta maniera. mi fa paura l'idea di non riuscirci, ma i presupposti sono decisamente positivi.

solite riflessioni sparse (poi è proprio definitivamente l'ora di riposare un po' il cervello):

ogni tanto sulla barca avevo l'impressione di mantenere un certo personaggio di facciata. più scurrile e grezzo di me. meno dolce, meno tenero e meno spontaneo di come sono io di solito. è il mio modo di pararmi da eventuali cadute di stile? è un tentativo di protezione verso una situazione che nei suoi presupposti mi era sconosciuta riservandomi poi la facoltà di ritarare l'atteggiamento in seguito? o è un banale delirio di onnipotenza mosso da una forte volontà di protagonismo? voglia di piacere a tutti i costi? PARANOIE: NO, GRAZIE. sto bene anche senza adesso. so solo che è venuta bene così. rimedi diversi, fittizi o duraturi, verranno pertanto ricercati all'occorrenza in una eventuale prossima occasione.

importante davvero l'abbraccio di giò in stazione. non so se me ne sarei andata senza... (o meglio: sì, me ne sarei andata, ma a malincuore). forse questa sensazione è stata quella che ha creato un certo imbarazzo (o almeno così mi è sembrato) nella consapevolezza ignara degli astanti. beh... poco male... bisogna pur aver il coraggio delle proprie pretese, no?

importanti -in verità- gli abbracci di tutti, alla fine di una vacanza così. importante avere un braccialetto al polso che testimoni la veridicità di questa sensazione. non so se gli altri hanno capito che intendevo proprio questo quando l'ho proposto, ma nemmeno mi importa tanto. è stata una vacanza geniale: l'importante di ora è che valga per me.

rimando a quando sarò più lucida un momento di sana e pura (e forse odiosa) razionalizzazione sugli eventi. adesso ho solo bisogno di gustarli a fondo finché lentamente (almeno spero) non ne sparirà il sapore.